http://youtu.be/bwAXNu8TcwE
Tg Leonardo IPP
domenica 2 ottobre 2011
sabato 1 ottobre 2011
CENTRO DI PSICOLOGIA CLINICA E SOCIALE "ISIDE"
| Perchè Il nome Iside |
Abbiamo scelto questo nome perché nella mitologia egizia Iside rappresenta la dea della creatività, della fertilità e della rinascita, era colei che apportava la Cultura e dava salute; nel culto più antico Iside aveva due aspetti: Natura e Luna, da qui la nostra scelta di rappresentarla come una luna all’interno del logo dell’Associazione. Il mito di Iside narra che la dea ebbe il potere di assemblare le diverse parti del corpo per donare alla persona una nuova vita. Una caratteristica significativa della psicologia risulta essere l’integrazione delle diverse parti del Sé, al fine di tendere ad un equilibrio e ad un’armonia tale da promuovere un ascolto ed una sana relazione con sé e con l’altro. Come la Dea poteva accedere ai tre mondi, cielo, terra e inferi, così l’individuo può accedere alle tre istanze psichiche, dando vita ad una “nuova” figura- persona. Il Centro P.C.S. Iside, ha voluto prendere ispirazione da questa figura mitologica, utilizzando un logo che simbolicamente raffiguri una luna centrale (Iside) con delle frecce attorno, tali da esplicitare l’idea di movimento, a significato di scambio, reciprocità, dinamismo, interazione e dunque attivazione. Le frecce sono a loro volta circondate da tre figure ovali volte a proteggere e allo stesso tempo a facilitare la crescita e lo sviluppo delle potenzialità della persona verso un’individualizzazione sana ed integrata. |
giovedì 29 settembre 2011
DIPENDENZA DA ALCOL
Scritto da Administrator | 06 Novembre 2009
Con il termine alcol si intende comunemente definire l'alcol etilico o etanolo. L'alcol assoluto ha una purezza del 99% essendo il rimanente 1% rappresentato da acqua. L'alcol etilico è il principale componente psicoattivo presente nelle bevande alcoliche.
ASTEMIOColui che non beve alcolici di nessun tipo.
BEVITORE MODERATOColui che beve modiche quantità di alcol senza ripercussioni al livello sociale e senza sviluppare sintomi fisici di tolleranza e astinenza.
BEVITORE PROBLEMATICOColui che fa uso continuo di alcol anche se la sostanza gli causa problemi sociali, lavorativi, psichici o fisici e viene assunta in condizioni fisicamente rischiose (guida).
ALCOLISTAColui che ha perso la capacità di controllo nei confronti dell’alcol, che viene assunto nonostante il verificarsi di conseguenze negative. L’alcolista sviluppa pertanto una dipendenza dall’alcol che, nei casi più gravi, arriva ad essere una dipendenza fisica: in tal caso la persona può soffrire la sindrome di astinenza.
ASTINENTEColui che manifesta sintomi psicofisici in seguito ad una brusca sospensione dell’assunzione di alcol. I principali sintomi sono: tremore, nausea, vomito e, in casi estremi, zoopsie e stato confusional
Associazione Onlus "La Promessa"
BEVITORE PROBLEMATICOColui che fa uso continuo di alcol anche se la sostanza gli causa problemi sociali, lavorativi, psichici o fisici e viene assunta in condizioni fisicamente rischiose (guida).
ALCOLISTAColui che ha perso la capacità di controllo nei confronti dell’alcol, che viene assunto nonostante il verificarsi di conseguenze negative. L’alcolista sviluppa pertanto una dipendenza dall’alcol che, nei casi più gravi, arriva ad essere una dipendenza fisica: in tal caso la persona può soffrire la sindrome di astinenza.
ASTINENTEColui che manifesta sintomi psicofisici in seguito ad una brusca sospensione dell’assunzione di alcol. I principali sintomi sono: tremore, nausea, vomito e, in casi estremi, zoopsie e stato confusional
Associazione Onlus "La Promessa"
DIPENDENZA DA INTERNET
Scritto da Administrator | 09 Novembre 2009
NOVITA'
Nel 1995 lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha introdotto l'espressione " Internet Addiction Disorder " (I.A.D.) individuandone i sintomi caratteristici, di seguito elencati:
- bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione;
- marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet;
- sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell'uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line, classici sintomi astinenziali;
- necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all'intenzione iniziale;
- impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l'uso di Internet;
- dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete;
- perdurare dell'uso di Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete stessa.
CARATTERISTICHE ASSOCIATE:
- perdita delle relazioni interpersonali;
- modificazioni dell'umore;
- alterazione del vissuto temporale;
- cognitività completamente orientata all'utilizzo compulsivo del mezzo;
- "feticismo tecnologico" : tendenza a sostituire il mondo reale con un oggetto artificioso con il quale si riesce a costruire un proprio mondo personale e in questo caso virtuale;
- deprivazione del sonno;
- problemi fisici di varia natura (mal di schiena, affaticamento degli occhi, sindrome del tunnel carpale, ecc.);
- Cybersexual Addiction : uso compulsivo di siti dedicati al sesso virtuale e alla pornografia;
- Cyber-Relational Addiction : eccessivo coinvolgimento nelle relazioni nate in rete;
- Net-Compulsions : comportamenti compulsivi collegati a diverse attività in Internet quali gioco d'azzardo, shopping e commercio on -line, con conseguenti perdite ingenti di denaro;
- Information Overload : ricerca ossessiva di informazioni tramite la "navigazione" sul World Wide Web;
- Computer Addiction: tendenza al coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali, come per esempio i MUD's (Multi User Dimensions - giochi di ruolo).
DIPENDENZA DA CIBO
Scritto da Administrator | 09 Novembre 2009
Crisi e conflitti dell’Adolescenza trovano nei comportamenti alimentari una manifestazione sintomatica di espressione.
L’Anoressia, la Bulimia e l’Obesità sono i disturbi del comportamento alimentare più importanti e noti, ma ne esista una varietà più ampia che varia tra situazioni di normali crisi evolutiva e quadri patologici. I disturbi del comportamento alimentare nell’adolescente si manifestano in forme particolari, sfumate e del tutto individualizzate tali da creare una grande confusione e difficoltà.
ANORESSIA NERVOSA
Caratteristiche:
> desiderio di essere sottopeso e severa perdita di peso (meno dell’85% del peso standard)
> paura di ingrassare
> preoccupazione estrema per il peso e l’aspetto fisico
> amenorrea (mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi) nelle donne; perdita dell’interesse sessuale e impotenza negli uomini
Si distinguono due sottotipi di anoressia nervosa:
> anoressia nervosa con restrizioni
> anoressia nervosa con abbuffate e condotte di eliminazione
BULIMIA NERVOSA
Caratteristiche:
> abbuffate ricorrenti (consumo di una grande quantità di cibo per un periodo di tempo abbastanza lungo e sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare)
> comportamenti di compenso
> frequenza delle abbuffate e dei comportamenti di compenso (almeno due volte la settimana per tre mesi)
> preoccupazione estrema per il peso e l’aspetto fisico
Si distinguono due sottotipi di bulimia nervosa:
> con condotte di eliminazione
> senza condotte di eliminazione (digiuno o esercizio fisico eccessivo).
OBESITA'
Caratteristiche:
> Peso corporeo maggiore del 20% rispetto al peso ideale (calcolato in base all’età, all’altezza, al sesso e al tipo di costituzione della persona).
> Eccessi alimentari
> Il cibo diventa l’unica fonte di gratificazione.
L’Anoressia, la Bulimia e l’Obesità sono i disturbi del comportamento alimentare più importanti e noti, ma ne esista una varietà più ampia che varia tra situazioni di normali crisi evolutiva e quadri patologici. I disturbi del comportamento alimentare nell’adolescente si manifestano in forme particolari, sfumate e del tutto individualizzate tali da creare una grande confusione e difficoltà.
ANORESSIA NERVOSA
> desiderio di essere sottopeso e severa perdita di peso (meno dell’85% del peso standard)
> paura di ingrassare
> preoccupazione estrema per il peso e l’aspetto fisico
> amenorrea (mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi) nelle donne; perdita dell’interesse sessuale e impotenza negli uomini
Si distinguono due sottotipi di anoressia nervosa:
> anoressia nervosa con restrizioni
> anoressia nervosa con abbuffate e condotte di eliminazione
BULIMIA NERVOSA
> abbuffate ricorrenti (consumo di una grande quantità di cibo per un periodo di tempo abbastanza lungo e sensazione di perdita di controllo sull’atto di mangiare)
> comportamenti di compenso
> frequenza delle abbuffate e dei comportamenti di compenso (almeno due volte la settimana per tre mesi)
> preoccupazione estrema per il peso e l’aspetto fisico
Si distinguono due sottotipi di bulimia nervosa:
> con condotte di eliminazione
> senza condotte di eliminazione (digiuno o esercizio fisico eccessivo).
OBESITA'
> Peso corporeo maggiore del 20% rispetto al peso ideale (calcolato in base all’età, all’altezza, al sesso e al tipo di costituzione della persona).
> Eccessi alimentari
> Il cibo diventa l’unica fonte di gratificazione.
Le maggiori cause:
> Genetiche
> Ambientali
> Psicologiche
Esistono due tipi di obesità:
> Obesità di sviluppo: si presenta sin dall’infanzia e dipende da fattori costituzionali.
> Obesità reattiva: si sviluppa generalmente dopo un trauma emotivo (eventi vissuti dal bambino in traumatico).
BMIIl Body Mass Index, o indice di massa corporea, è il risultato del peso (in Kg.) diviso per il quadrato dell'altezza (in m. quadrati). Se il BMI è 30 è obeso (per gli adolescenti e per i bambini i range di peso variano a seconda dell’età).
Oscillazioni di peso (fino a 3 Kg.) sono considerate fisiologiche. Il range di peso accettabile non dovrebbe mai essere inferiore ad un BMI di 18,5. Al di sotto di questo valore compaiono i sintomi da digiuno.
> Genetiche
> Ambientali
> Psicologiche
Esistono due tipi di obesità:
> Obesità di sviluppo: si presenta sin dall’infanzia e dipende da fattori costituzionali.
> Obesità reattiva: si sviluppa generalmente dopo un trauma emotivo (eventi vissuti dal bambino in traumatico).
BMIIl Body Mass Index, o indice di massa corporea, è il risultato del peso (in Kg.) diviso per il quadrato dell'altezza (in m. quadrati). Se il BMI è 30 è obeso (per gli adolescenti e per i bambini i range di peso variano a seconda dell’età).
Oscillazioni di peso (fino a 3 Kg.) sono considerate fisiologiche. Il range di peso accettabile non dovrebbe mai essere inferiore ad un BMI di 18,5. Al di sotto di questo valore compaiono i sintomi da digiuno.
ALTRI DISTURBI
Oltre all’anoressia e alla bulimia nervosa, cominciano ad avere molta risonanza sociale altri disturbi del comportamento alimentare:
L’ortoressia consiste in un'attenzione eccessiva e continuativa per i cibi sani (tipo cibi biologici), che puo’ trasformarsi in una vera e propria patologia nervosa, tanto da spingere le persone ad adottare una dieta sempre più rigida fino a eliminare gruppi essenziali di cibi, ritenuti dannosi per l’organismo, e creare carenze gravi per l’organismo.
La Bigorexia è invece una situazione che possiamo descrivere come inversa dell’ anoressia in quanto si è costantemente preoccupati di essere troppo magri. Osservata soprattutto nei circoli di body building va tuttavia distinta dal tipico gym-goer in quanto si è disposti a tutto pur di incrementare la massa muscolare. Questo comportamento può portare a conseguenze molto pericolose per la salute.
Alcuni soggetti inoltre presentano problemi appartenenti sia alla sfera dei disturbi del sonno che a quella della condotta alimentare e sono i casi che rientrano nel Sleep Eating Disorder o nella Night Eating Syndrome.
Il SED (Sleep Eating Disorders) è un disturbo del sonno caratterizzato da episodi ricorrenti di sonnambulismo durante i quali i soggetti fanno abbuffate consistenti per lo più in grandi quantità di cibo ad alto contenuto di zucchero o grassi. Tali pazienti spesso non ricordano questi episodi e questo costituisce un alto rischio di autolesionismo non intenzionale.
Il NES (Night Eating Sindrome) è un disturbo in cui i soggetti rifiutano il cibo nella giornata, in genere saltando la colazione e non mangiando fino a mezzogiorno, mentre la sera o la notte fanno un consumo eccessivo di cibo. Tale comportamento rende fallimentare tutti i tentativi di perdere peso, aumenta lo stress e l’ansia influenzando sia la fase di addormentamento (difficoltà ad addormentarsi) che quella del sonno vero e proprio (incubi o risvegli frequenti), nonché - a lungo andare- ad avere problemi a stare svegli durante il giorno o ad addormentarsi nelle situazioni meno indicate.
Associazione Onlus "La Promessa"
DIPENDENZA DA DROGHE
Scritto da Administrator | 06 Novembre 2009
Con il termine di tossicodipendenza si definisce (OMS) la condizione che spinge l'individuo, in maniera più o meno coatta, ad assumere sostanze (droghe) a dosi crescenti o costanti per avere temporanei effetti benefici soggettivi, la cui persistenza è indissolubilmente legata alla continua assunzione della sostanza, con conseguenze nocive per l'individuo e la società.
Il termine tossicodipendenza ha sostituito gradualmente il precedente di tossicomania.
Per tossicomania si intende (OMS) uno stato di intossicazione cronica o periodica prodotto dal consumo ripetuto di una droga naturale o sintetica.
Per tossicomania si intende (OMS) uno stato di intossicazione cronica o periodica prodotto dal consumo ripetuto di una droga naturale o sintetica.
LE SUE CARATTERISTICHEIl desiderio invincibile di continuare ad assumere la droga: esso è legato al desiderio di provare nuovamente i suoi effetti piacevoli.
Una dipendenza psichica dalla droga: la dipendenza psichica si riferisce al desiderio di sperimentare gli effetti benefici legati all'assunzione della droga, la fuga dall'ansia e dal conflitto, l'evasione dalla noia.
Una dipendenza fisica dalla droga: la dipendenza fisica si riferisce alle modificazioni chimico-fisiche che la droga produce nell'organismo, per cui esso non può più farne a meno, nel senso che la droga si inserisce nel metabolismo in maniera di divenire essenziale per il funzionamento dell'organismo.
Una dipendenza psichica dalla droga: la dipendenza psichica si riferisce al desiderio di sperimentare gli effetti benefici legati all'assunzione della droga, la fuga dall'ansia e dal conflitto, l'evasione dalla noia.
Una dipendenza fisica dalla droga: la dipendenza fisica si riferisce alle modificazioni chimico-fisiche che la droga produce nell'organismo, per cui esso non può più farne a meno, nel senso che la droga si inserisce nel metabolismo in maniera di divenire essenziale per il funzionamento dell'organismo.
La scomparsa della droga dall'organismo provoca segni e sintomi di squilibrio, di sofferenza, di alterazione funzionale: la sindrome di astinenza dalla droga.
La tendenza ad aumentare le dosi è legata al fenomeno dell' assuefazione o tolleranza, condizione per cui l'uso protratto di una sostanze determina nell'organismo che l'assume effetti soggettivi sempre più scarsi, per cui per ottenere sempre lo stesso effetto iniziale bisogna aumentare le dosi.
Associazione Onlus "La Promessa"
mercoledì 28 settembre 2011
LA DIPENDENZA NELLE RELAZIONI
Anna Poletti intervista Loris Adauto Muner – pubblicato su AuraWeb
- Che cosa sono le dipendenze e in che modo danneggiano la nostra vita?
Ogni forma di dipendenza deriva dal credere che ci sia qualcosa al di fuori di noi che possa salvare o rovinare la nostra vita. Le forme di dipendenza possono variare: si pensi alla dipendenza da sostanze farmacologiche, alle droghe, all’alcol, ma anche al campo delle relazioni, agli atteggiamenti compulsivi e alle dinamiche relative al lavoro. Ma la credenza magica ad esse sottostante è la medesima.Le dipendenze, con i loro “demoni”, attaccano la nostra anima e ci privano, da un punto di vista esistenziale, della nostra responsabilità umana. Senza libertà di scelta l’uomo si oggettivizza, diventa “cosa”. Senza responsabilità viene meno anche la libertà, la caratteristica peculiare dell’essere umano.
Se la responsabilità della nostra vita dipende da una sostanza, da una donna, dal lavoro, automaticamente si è privati della libertà. E senza libertà l’anima viene schiacciata, annientata. Ho conosciuto tanti esseri umani a cui la dipendenza dall’eroina aveva ridotto l’anima a un lumicino fievole, a una fiammella quasi estinta.
- Quali sono i passi da compiere per liberarsi dalle dipendenze?
Lavorare in comunità mi ha portato a conoscere il Programma dei dodici passi ideato dai primi Alcolisti Anonimi, il famoso gruppo di auto-aiuto che si è dimostrato valido per liberarsi dalle dipendenze, di qualsiasi tipo esse siano.Il primo passo è arrendersi. Dalla dipendenza non si esce fino a che si crede di comandare e di controllare l’oggetto della dipendenza. Alla base della dipendenza vi è un delirio di onnipotenza, e, in questo senso, potremmo affermare che la dipendenza è il trionfo dell’Ego sul Sé.
L’Ego è la mente della scarsità, la mente della paura, come lo definiscono i buddisti. L’Ego si struttura sulla paura, e la resa dell’Ego significa rinunciare al delirio di onnipotenza e affidarsi a una saggezza spirituale.
Fuori dal sistema dell’Ego non si sente mancanza, non si ha paura di perdere qualcosa, perché il cuore è ricolmo d’amore e si scopre che la pienezza, l’innamoramento e l’amore sono uno stato dell’anima e non dipendono da altre persone. Le persone di cui ci innamoriamo sono gli specchi che ci rimandano il nostro Sé, la nostra anima. Spesso ci innamoriamo degli specchi, dimenticando che è il riflesso che ci rimandano a cui in realtà aneliamo.
- Affidarsi a un Potere Superiore per essere aiutati a liberarsi dalle dipendenze che rendono incontrollabile la nostra vita. Cosa significa?
Affidarsi a un Potere Superiore, a Dio per chi crede, oppure al proprio Sé, è un passaggio fondamentale che permette di aprirsi un varco nel percorso del Perdono. Vi è un aspetto salvifico nella dipendenza: se riesco a sbattere per terra il muso dell’Ego, e mi arrendo, si apre una via spirituale.Il bisogno di dipendenza si può definire in due modi, a due livelli diversi; il bisogno di controllo, che fa parte della struttura dell’Ego, e il bisogno di totalità, che fa parte del mondo del Sé. Il desiderio di riunirsi alla totalità, che spesso viene mal compreso e vissuto come bisogno di simbiosi, è un anelito alla ricerca spirituale.
Quando, ai soggetti dipendenti, sono riuscito a fare spostare l’attenzione dalla droga verso la ricerca di spiritualità e di assoluto, ho potuto costatare una forte sensibilità a questo richiamo. Spesso i tossicodipendenti cercano, anche se in modo sbagliato, i valori assoluti.
- Quanta importanza hanno la conoscenza di se stessi e dei propri errori per uscire da una dipendenza?
Liberarsi da una dipendenza implica necessariamente la comprensione di se stessi. Se sono dipendente proietto la responsabilità della mia vita al di fuori di me. L’opposto della dipendenza è la presa di responsabilità e quindi la libertà, che può venire solo con la consapevolezza.Riconoscere i propri errori è un primo passo, ma non basta. Il passaggio successivo è la consapevolezza. Sono consapevole solo se mi assumo la responsabilità delle conseguenze del mio problema. Bisogna avere il coraggio di ammettere i propri errori fino in fondo.
Quando un alcolista riesce a dire alla persona a cui è legato: “so che bevo perché in questo modo ti ricatto moralmente e ti lego a me”, o una donna depressa al suo compagno: “io ho una depressione perché in questo modo ti faccio sentire in colpa e tu non mi lasci”, solo allora, quando si sa di avere peccato, non si è più nel peccato.
- Cos’è la codipendenza? Come liberarsi dal bisogno di controllare gli altri e di farci controllare dagli altri?
La codipendenza è un’altra forma di dipendenza. Il dipendente ha bisogno di una certa cosa. Il codipendente invece ha bisogno del bisogno che il dipendente ha di una certa cosa. Spesso i codipendenti, ad esempio la moglie di un alcolizzato, nel momento in cui il marito cerca di venirne fuori, fa inconsciamente di tutto per indurlo ad una ricaduta. Hanno bisogno della dipendenza dell’altro per crearsi un’identità e soddisfare i propri bisogni.L’unica differenza tra il dipendente e il codipendente è che quest’ultimo crede di essere sano. E crede anche che salverà l’altro. Pensiamo alla famosa “sindrome della crocerossina”. In fondo sia il dipendente che il codipendente cercano di usare qualcos’altro per sfuggire alla responsabilità della loro vita.
- Quali sono le basi su cui instaurare una relazione sana?
Premetto che le relazioni sane sono piuttosto rare, anche se ci sono. Riconoscere l’amore come una via che conduce a Dio, e non come a una via che conduce all’altro è la soluzione. L’altro è uno specchio che riflette la nostra anima. Amare l’anima, non gli specchi, è la base per creare una relazione sana. Aprirsi all’altro e al contempo a se stessi, fare accadere l’incontro che rivela l’io al tu, inter-essere è amore.La mia esperienza con i tossicodipendenti mi ha fatto capire che non basta togliere l’eroina, la sostanza che genera dipendenza. Eliminata l’eroina, resta il vuoto esistenziale. Per restituire l’uomo a se stesso, prima che possa donarsi all’altro, bisogna iniziare col dargli un senso di appartenenza (ad esempio a un gruppo o al terapeuta). E’ un passaggio indispensabile per potersi poi separare, e per conquistare la libertà da cui sgorga l’amore.
- Quali sono state le maggiori soddisfazioni raccolte durante gli anni trascorsi con i tossicodipendenti?
Le maggiori soddisfazioni? Vederli tornare a vivere con l’anima accesa. Le tristezze, ovviamente, vedere che alcuni non ce la facevano a vincere la morte. Una volta, ricordo con particolare felicità, uno di loro mi disse: “sai, abbiamo deciso che tu sei quasi come noi, ma guarda che non lo diciamo a tutti.”
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